Essere genitori è il mestiere più difficile del mondo si sa, ma non a tutti è chiaro che a volte questo importante ruolo può essere facilitato dal supporto di un professionista. Chiedere una consulenza ad una psicologa dell’infanzia in alcuni periodi della propria vita genitoriale può essere una scelta davvero saggia perché attraverso di essa è possibile comprendere meglio le difficoltà che si stanno incontrando nella crescita di un figlio e avere alcune indicazioni pratiche per affrontare e risolvere la situazione. Come illustrerò successivamente in un esempio, richiedere una consulenza ad una psicologa dell’infanzia può essere utile anche a maestri, professori o a educatori che si confrontano con svariati problemi educativi.
Chiedere una consulenza ad una psicologa dell’infanzia: è una cosa per matti?
Purtroppo la professione di psicologo non esiste da tantissimo tempo e per questo è ancora poco conosciuta oltre che fraintesa. Uno dei pregiudizi più comuni è che dalla psicologa ci vada solo chi è “matto” o, in caso di genitori, chi ha figli “matti” o con grossi problemi. Ma non è assolutamente così! Anzi! Meno problemi hanno i figli o i genitori, o più il problema è lieve, più c’è garanzia di successo nella risoluzione delle difficoltà. Molti genitori vengono da me con dei dubbi semplici che una volta risolti permettono di continuare il proprio cammino con serenità e maggiore sicurezza. Nei casi, invece, più complessi, dove ci sono molteplici fattori che ruotano intorno al problema presentato, ovviamente il supporto di una psicologa può essere davvero necessario oltre che prezioso.
Chiedere una consulenza ad una psicologa dell’infanzia: è una cosa infinita?
Un altro pregiudizio che c’è relativamente alla scelta di rivolgersi ad una psicologa dell’infanzia è che occorra poi fare dei percorsi lunghissimi. In realtà non è così, o meglio, lo è in alcuni casi in cui questo è effettivamente importante. Per quanto riguarda la mia esperienza ci sono situazioni in cui due incontri possono essere sufficienti, altre che richiedono un breve percorso di 5-6 incontri, altre che, invece, possono richiedere più mesi di lavoro. Tutti i percorsi vengono comunque sempre concordati in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Chiedere una consulenza ad una psicologa dell’infanzia: a distanza è possibile?
Ebbene si, le nuove tecnologie sono venute in soccorso anche degli psicologi e delle persone che vogliono rivolgersi a dei professionisti dei quali hanno fiducia ma che non abitano nella propria zona di appartenenza. Questo tipo di consulenze non avvengono, quindi, in uno studio ma avvengono attraverso uno strumento tecnologico (telefono o computer con collegamento Internet).
[Frase scritta tempo fa ma non più valida per gli aggiornamenti delle Linee Guida sulle prestazioni psicologiche online: “Per chi volesse comprendere meglio di cosa si tratta, compresi i rischi e i pericoli, suggerisco di leggere due articoli che ho scritto tempo fa: Aiuto psicologico online: tutto è possibile? Aiuto psicologico online: quali rischi e come tutelarsi.”]
Chiedere una consulenza ad una psicologa dell’infanzia: tre esempi
Per far comprendere perché un genitore non dovrebbe sottovalutare l’idea di chiedere una consulenza ad una psicologa dell’infanzia, faccio tre esempi concreti.
Un primo esempio può essere quello di una coppia che si è rivolta a me perché la bambina di 2 anni e mezzo si svegliava continuamente durante la notte e per questo non riuscivano a spostarla dal lettone al lettino. Questa coppia è riuscita a far dormire la propria bambina nel proprio lettino nella sua stanza gradualmente e senza traumi, in due mesi di tempo, attraverso 4 incontri a distanza di 2 settimane l’uno.
Un secondo esempio può essere quello di una mamma di un ragazzo di 11 anni che mi ha contattata perché alle udienze i professori hanno parlato male del profitto e del comportamento del figlio. In questo caso è stata risolta la situazione in 4 mesi, attraverso 4 incontri per la valutazione delle abilità scolastiche del ragazzo, un incontro con la scuola e un ciclo di 10 incontri sul metodo di studio a cadenza settimanale. Il ragazzo ha ripreso interesse nello studio oltre che fiducia nelle sue capacità e quindi il rapporto con le insegnanti e i genitori è notevolmente migliorato.
Un terzo esempio riguarda una maestra che, abitando fuori dal Trentino, mi ha richiesto una consulenza a distanza perché aveva bisogno di un confronto su una situazione che le stava succedendo a scuola. La signora non riusciva a gestire un bambino che mostrava dei comportamenti piuttosto aggressivi verso i compagni e anche verso di lei. Attraverso 5 appuntamenti a distanza la signora ha compreso che le difficoltà che incontrava a scuola scaturivano soprattutto per un problema di ansia e insicurezza personale che aveva da tempo ed, ha maturato, quindi, il desiderio di intraprendere un percorso psicoterapeutico nella sua zona.
Contatta la dott.ssa Serena Costa per una consulenza
Se hai compreso l’opportunità che puoi avere confrontandoti con una psicologa dell’infanzia e vorresti, nello specifico, rivolgerti a me, ti suggerisco di:
- visitare la pagina “Psicologa Infanzia Trentino: perché e come contattarmi” per conoscere meglio quali sono gli ambiti di cui mi occupo;
- per le consulenze a distanza, visitare la pagina “Consulenza psicologica a distanza con la dott.ssa Serena Costa”
- scrivermi una mail all’indirizzo di posta elettronica serenacosta.it@gmail.com oppure
- chiamarmi al numero 3331029274 (se non ricevi risposta ti richiamerò il prima possibile)
Dott.ssa Serena Costa, psicologa dell’infanzia
Continua a seguirmi sul mio sito ma anche su facebook dove puoi trovare la mia pagina facebook di Connettiti alla psicologia e il nuovo gruppo “Essere genitori oggi: riflessioni e approfondimenti”.
4 Commento
Carmela.Apuzzo
sono una nonna 64 anni a causa di separazione di mio figlio con la moglie mio figlio è venuto a vivere in casa mia prima da solo poi con la bambina di 5 anni inquanto la moglie si è trasferita con un nuovo compagno in altra località lontano dalla sua residenza ci siamo presi cura della bambina per 6 mesi iscritta al’asilo e sodisfatta di andare ma nel giorno della befana la mamma essendo rientrata nella residenza della mamma ha preso la bambina con se dicendo al marito di non spostarsi più e quindi tenere con sè la figlia. intanto la bambina non va più a scuola non vuole parlare al telefono con i nonni con il papà è molto vaga eultimo episodio di un capriccio con pianti perchè il papà doveva portarla al mechdonald ,era tardi mio figlio gli ha spiegato che sarebbero andati il giorno successivo essendo libero dal lavoro nell’ impossibilità di calmarla è stata riportata dalla mamma.io sono stata contraria perchè si sarebbe calmata ,ora non vuole venire più a dormire qui come faceva ogni tanto.
difficile sapere come comportarsi e la bambina è decisa in quello che vuole ma io penso che abbbia bisogno di aiuto psicologico.grazie mille.
serena
Gentile Carmela, se ha piacere di avere un consulto per quanto riguarda la sua situazione di nonna sono a disposizione. Per quanto riguarda la bambina, purtroppo la decisione aspetta ai genitori. La saluto cordialmente. Dott.ssa Serena Costa